Anno XXVIII, n. 3 venerdì, 23 gennaio 2026

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

SUD FLAGELLATO DAL MEDICANE HARRY MA AL NORD MANCA LA NEVE

VINCENZI: “SERVONO VOLONTA’ CONDIVISE PER AUMENTARE LA RESILIENZA DEI TERRITORI”

Il primo “medicane” del nuovo anno sull’Italia, denominato Harry, è il prototipo della potenziale forza distruttiva, che viene sprigionata dallo scontro fra le correnti calde in risalita dall’Africa Sahariana (nei giorni scorsi lungo la Penisola ancora si registravano temperature miti intorno ai quindici e sino ai 20 gradi registrati al Sud) e quelle polari, approdate attraverso i Balcani.
L’uragano sta scaricando sull’Italia meridionale e sulle isole maggiori tutta l’energia accumulata nel bacino mediterraneo, le cui acque troppo calde (anche +2,5°) rappresentano il micidiale innesco per eventi meteorologici estremi. Tale pericolosa miscela di energia ha prodotto una serie di eventi ad alto rischio, che finora hanno procurato danni e disagi ai territori interessati, ma che avrebbero potuto avere esiti devastanti: ad evidenziarlo è l’Osservatorio ANBI Risorse Idriche.
La Calabria è una regione fortemente colpita: le cumulate di pioggia in un’ottantina di ore hanno superato i quattrocento millimetri su diverse località del settore jonico! Eccone alcuni valori: San Sostene-Alaco, mm.581; Stilo, mm. 524; Santa Cristina d’Aspromonte, mm. 429; Fabrizia-Cassari, mm. 405; a Roccaforte del Greco sono caduti mm. 363,4 cioè circa la metà delle piogge registrate negli anni più “umidi”; a Chiaravalle Centrale, dove in 3 giorni e mezzo si sono abbattuti circa trecentonovanta millimetri di pioggia, il fiume Ancinale è cresciuto di oltre tre metri e mezzo, mentre il fiume Budello ha registrato un innalzamento di livello pari a 2 metri e mezzo nel Reggino (fonte: ARPACAL); lungo la costa, molte zone sono state evacuate per via dei fortissimi venti e delle mareggiate, che hanno inghiottito un lungo tratto di litorale; neve e gelo hanno invaso Aspromonte, Sila e Pollino.
Nella Sicilia orientale e principalmente nell’area etnea si registrano numeri leggermente inferiori rispetto a quelli calabresi: a Pedara sono caduti mm.463 di pioggia in 72 ore; a Linguaglossa, mm. 273; mm. 209 a Palazzolo Acreide; oltre centosessanta millimetri su diversi comuni messinesi (fonte: SIAS), nella cui provincia si segnala lo straripamento del torrente Agrò. Quasi intoccato dal ciclone risulta invece il settore occidentale dell’isola dove le cumulate medie hanno superato di poco i dieci millimetri sul Trapanese.    Al netto del ciclone mediterraneo, da una stima parziale dei dati pluviometrici su 4 province (Palermo, Trapani, Siracusa e Ragusa) si può desumere che il 2025 sia stato un anno più “umido” della media, con un surplus di pioggia del 20% (maggiore a Siracusa e Trapani, rispettivamente +43,42% e +29,9%).
Anche in Sardegna gli scorsi giorni sono stati caratterizzati dall’allarme rosso per rischio idrogeologico: nubifragi si sono registrati su un’ampia area dei settori centrale, orientale e meridionale; a Villagrande-Strisaili Ru, la pioggia cumulata in 48 ore ammonta a 244 millimetri; su gran parte delle zone interne del Nuorese, le precipitazioni hanno superato i cento millimetri (fonte ARPAS).
Nubifragi si sono abbattuti anche sulla Basilicata jonica. In Lucania l’incremento settimanale dei volumi invasati supera i quindici milioni di metri cubi; in un solo giorno, grazie alle forti piogge, le 2 principali dighe della regione (monte Cotugno e Pertusillo) hanno raccolto oltre quattro milioni di metri cubi d’acqua.
“E’ andata meno male di quanto temuto perché, in numerose altre occasioni, eventi come il medicane Harry hanno provocato danni molto più ingenti e vittime. E’ evidente, però, che è necessario aumentare urgentemente la resilienza dei territori ai fenomeni estremi: dalle alluvioni alla siccità – ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) – Servono volontà condivise per investimenti in manutenzione straordinaria dei territori, nuove infrastrutture idrauliche, ricerca ed innovazione, promozione di una cultura dell’acqua.”
“Ad essere colpito in questi giorni dal maltempo è il Sud Italia, ma l’altra faccia della medaglia è la preoccupante carenza di neve e quindi di riserva idrica, che si sta registrando al Nord – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Quanto stiamo verificando è la conferma dell’Italia come hub mediterraneo della crisi climatica e ad esserne interessato è l’intera penisola: dalla Sicilia all’Alto Adige.”
In Puglia, gli afflussi settimanali nei bacini foggiani sono stimabili solamente in mln. mc. 1.710.000; resta pertanto negativo il bilancio idrico nella regione dove, ancora oggi, mancano all’appello ben 265 milioni di metri cubi d’acqua invasata.
In Campania, caratterizzata come l’Italia centrale da un instabile andamento meteorologico, i livelli idrometrici dei fiumi Volturno e Sele risultano decrescenti a monte ed in rialzo alla foce, mentre in evidente calo è il Garigliano.
Nel Lazio cresce la portata del fiume Velino in Sabina, mentre si riducono i flussi di Tevere ed Aniene; in calo anche i livelli idrometrici dei laghi Albano, Nemi e Bracciano.
In Umbria, segno negativo per i livelli dei fiumi Chiascio, Topino e Paglia; da segnalare è l’inarrestabile decrescita dell’altezza idrometrica del lago Trasimeno, che questa settimana scende, a Polvese, a -m. 1,57 cioè ben cm. 88 sotto la media (la profondità massima del bacino raggiunge m.6).
Nelle Marche si riducono le portate idriche dei fiumi Potenza, Esino e Nera.
In Toscana, a subire riduzioni significative sono i flussi in alveo dei fiumi Arno ed Ombrone, attualmente molto inferiori alla media ventennale (rispettivamente -57% e -79%).
Nell’Italia settentrionale, in Liguria crescono i livelli dei fiumi Entella e Vara nel settore di Levante; a Ponente cala l’Argentina.
In Piemonte, a crescere sono le portate dei fiumi Tanaro e Stura di Demonte; decrescenti sono quelle di Stura di Lanzo e Toce.
In Valle d’Aosta sono in calo le portate della Dora Baltea e del torrente Lys.
In Lombardia, le riserve idriche sono inferiori del 35,2% sulla media; tale deficit è dovuto principalmente alla scarsità di neve in quota: si stima che manchi all’appello quasi il 62% di SWE (Snow Water Equivalent) quantificabile in oltre novecento milioni di metri cubi d’acqua (fonte: ARPA Lombardia).
Fra i grandi laghi va segnalato il deficit del Sebino, che attualmente ha un valore di riempimento del 13,6% ed un’altezza idrometrica di oltre sessanta centimetri sotto la media (il Verbano è al 70%, il Lario al 40% ed il Benaco al 77,1%).
Deficitarie sono le portate della maggior parte dei fiumi in Veneto: Adige, -16%; Livenza, -48%; Brenta, -51%; Bacchiglione, -45%.
In aumento sono i flussi del fiume Po lungo tutta l’asta; resta comunque ampio il gap con i valori tipici di questo periodo nella sezione emiliano-lombarda (a Pontelagoscuro, il deficit idrico è del 30%).
Infine in Emilia-Romagna, agli incrementi delle portate dei fiumi Reno e Secchia si contrappongono i dati relativi ai flussi in altri fiumi appenninici che risultano, in alcuni casi, deficitari rispetto alla media (Taro: -53,7%) o addirittura rispetto ai valori minimi storici, come per il Santerno e l’Enza.


                                                                                                 

IN SARDEGNA PIOGGE UTILI MA NON RISOLUTIVE

ANBI: SOLIDARIETA’ AI TERRITORI COLPITI DAL CICLONE HARRY. SERVONO EFFICIENTAMENTO DELLA RETE IDRAULICA NUOVE INFRASTRUTTURE ED INVASI

Le abbondanti precipitazioni dei giorni scorsi hanno certamente migliorato il quadro idrico della Sardegna, contribuendo ad alzare i livelli dei principali bacini dopo mesi difficili; il pericolo, però, non è affatto passato e le recenti piogge non rappresentano una garanzia per le prossime campagne irrigue già a partire dal 2026: è questo l’allarme lanciato da ANBI Sardegna, che invita Istituzioni, agricoltori ed opinione pubblica ad evitare facili ottimismi, perchè l’acqua caduta migliora la situazione, ma non risolve annosi problemi strutturali.
“Dopo diversi anni di siccità non possiamo permetterci di abbassare la guardia” afferma Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, ricordando come gli enti di bonifica dell’Isola siano stati costretti nel corso dei recenti anni a sostenere costi, interventi e responsabilità extra per dare sollievo alle campagne ed alle aziende in grave difficoltà.
Per Gavino Zirattu, Presidente ANBI Sardegna, il vero nodo resta la mancanza di una programmazione strutturale in un quadro normativo ormai inadeguato a far fronte alla rapidità dei cambiamenti climatici e che accentra competenze strategiche in un unico ente regionale. Sull’Isola piove pochi mesi all'anno e per questo è necessario installare i contatori per una misurazione puntuale dell'acqua utilizzata, investire nell’efficientamento delle reti idrauliche e completare le interconnessioni tra bacini, dove le condizioni orografiche, economiche ed ambientali lo consentano.
“Senza un cambio di passo ed una pluriennale programmazione irrigua, l’economia del territorio rischia seriamente di crollare – avverte Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Serve una visione, che vada oltre la contingenza.”
“Gli enti deputati continuano a formulare pareri negativi alla realizzazione dei tre principali interventi risolutivi, proposti dal sistema dei Consorzi di bonifica per i territori di Nurra, Baronia e Gallura, che stanno pagando a caro prezzo, anche per l’idropotabile, la mancanza di  infrastrutture capaci di  far fronte alle stagioni siccitose, garantendo la sopravvivenza dell'economia agricola e contrastando lo spopolamento di interi territori. Nel Nord Ovest – spiega Zirattu – la Nurra deve essere servita dal sistema Coghinas da una parte e dall’altra dal sistema Temo Cuga: solo così si può garantire resilienza e continuità produttiva.”
La chiave per affrontare l’irregolarità delle piogge è creare un sistema idraulico flessibile anche e soprattutto realizzando nuovi invasi, dove servono e sono garantiti tutti criteri di sostenibilità.
Conclude il Presidente ANBI Sardegna: “Non dobbiamo avere paura di realizzare nuovi bacini. I laghi artificiali hanno salvato l’Isola dalla siccità ed allo stesso tempo hanno svolto un ruolo determinante per la prevenzione del rischio idrogeologico con un efficace effetto di laminazione delle piene; l’estremizzazione degli eventi atmosferici è però maggiore di quando furono realizzati e pertanto vanno adeguati, integrandoli con altri serbatoi, dove necessario.”


VENETO

POCHE PIOGGE, NIENTE NEVE, SI DEVONO CHIUDERE DERIVAZIONI

Senza nevi in montagna e con poca acqua nei fiumi, il Consorzio di bonifica Brenta (con sede a Cittadella, nel Padovano) è già chiamato a scelte difficili di gestione della risorsa.
A metà Gennaio, infatti, in ragione delle scarse portate del fiume Brenta, l’ente consortile è stato costretto a chiudere anticipatamente il tratto padovano della roggia Trona, che scorre in comune di Cittadella e contribuisce a mantenere l’acqua nel fossato attorno alle mura storiche.
Già a fine dicembre erano state chiuse 2 rogge e, con il perdurare dell’emergenza, ulteriori saranno chiuse nei prossimi giorni.
Le operazioni sono svolte in coordinamento con le associazioni di pescatori per tutelare la fauna ittica, spostando i pesci in corsi d’acqua più sicuri. La situazione di scarsa piovosità sta interessando anche le falde dopo mesi di abbondanza. Il problema ha effetti concreti sulle risorgive del territorio e che risultano in costante calo, già in crisi sistemica per l’aumento costante della pressione antropica, che si sta verificando ormai da diversi anni.
Le previsioni, che indicano precipitazioni anche nevose nelle prossime giornate, stanno generando molte aspettative pur nella consapevolezza che le nevicate di questa fase dell’anno difficilmente possono costituire riserve di acqua, utili per la stagione irrigua.


PIEMONTE

PRIMO PASSO VERSO PROTOCOLLO D’INTESA

Sviluppare nuove sinergie comuni per migliorare la gestione della risorsa idrica in un territorio vasto ed articolato per prevenire complesse problematiche anche alla luce del cambiamento climatico in atto e rispondere meglio alle esigenze dei cittadini, delle imprese, delle Istituzioni: sono questi gli obbiettivi dell’incontro programmatico di AIPo, Agenzia Interregionale del fiume Po con l’Associazione Irrigazione Est Sesia (con sede a Novara).
Una più stretta collaborazione tra i 2 enti ha un’importanza strategica, che consente di mettere in rete le rispettive competenze e responsabilità, rafforzando la capacità di tutela e gestione del territorio. In un contesto, in cui le sfide legate all’acqua ed alla sicurezza del territorio sono sempre più complesse, gli enti consorziali possono affiancare AIPo anche nella realizzazione di progetti articolati, contribuendo ad ottimizzare la gestione delle risorse e l’impiego dei finanziamenti.
L’obiettivo comune è lavorare insieme per un sistema più efficiente e coordinato: dalla gestione idrica alla tutela del territorio, fino alla prevenzione del dissesto idrogeologico, con benefici tangibili per comunità, agricoltura ed ambiente.
Il percorso avviato con A.I.E.S. intende costruire un modello di lavoro stabile e replicabile con tutti i Consorzi del bacino del Grande Fiume. A.I.E.S. ed AIPo avevano già perfezionato un accordo quadro nel 2024, che in particolare confermava la collaborazione interregionale per la gestione condivisa e coordinata delle opere idrauliche e del territorio irriguo della zona; quello, che oggi i 2 enti si propongono, è di avviare una collaborazione strutturale che consenta di superare le logiche emergenziali per operare davvero in maniera strategica.
Gli obbiettivi sono molteplici: in primo luogo, sfruttare al meglio le rispettive competenze per migliorare l’efficienza e l’efficacia delle attività; in secondo luogo, condividere i tantissimi dati raccolti quotidianamente, migliorando la capacità di monitoraggio e prevenzione della situazione idrica territoriale; infine, gestire al meglio progetti infrastrutturali ed interventi strategici sul territorio.


TOSCANA

INTERVENTO DI RIDUZIONE DEL RISCHIO

Il Consorzio di bonifica Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) ha avviato un importante intervento di riduzione del rischio sul fiume Camaiore, lungo la Strada Provinciale; l’azione si è resa necessaria a causa dei cedimenti strutturali, registrati sulla scogliera esistente, progressivamente compromessa dalla forza erosiva del corso d’acqua.
Le verifiche tecniche effettuate nelle settimane precedenti, infatti, avevano evidenziato un rischio concreto di collasso generalizzato della struttura, rendendo urgente un’opera di consolidamento.
I lavori vengono eseguiti direttamente in alveo o lungo gli argini, garantendo così un’interferenza minima con il traffico veicolare della Strada Provinciale: gli unici momenti di possibile rallentamento saranno legati al conferimento dei massi necessari all’opera. La durata stimata dell’intervento è di circa tre settimane.


LAZIO

SICUREZZA IDRAULICA E TUTELA DEL TERRITORIO IN AZIONE SU SEI COMUNI

Nel corso del mese di gennaio 2026 il Consorzio di bonifica Lazio Sud Ovest (con sede a Latina) ha portato avanti un articolato programma di manutenzione ordinaria della rete idraulica consortile. Gli interventi hanno interessato numerosi corsi d’acqua, canali e collettori nei comuni di Fondi, Latina, Sabaudia, Monte San Biagio, Minturno, Santi Cosma e Damiano, con l’obiettivo di garantire il corretto deflusso delle acque, la sicurezza idraulica e la tutela del territorio.
Nel territorio comunale di Fondi le attività hanno riguardato diversi tratti strategici della rete di bonifica con operazioni di trinciatura e sfalcio della vegetazione, oltre ad interventi di riescavo degli alvei; In particolare, si è intervenuti sul collettore Streficci (comprese le sue traverse ed affluenti), sulla fossella Sant’Antonio inferiore e sul fosso Vecchio San Bonifacio, dove oltre alla manutenzione della vegetazione è stato effettuato il ripristino della sezione idraulica.
Ulteriori lavori hanno interessato il controfosso del canale Acquachiara (pulizia del sifone) ed il collettore AB Giglio–Procoio–Rusciari, dove è stata rimossa un’ostruzione, che comprometteva il regolare deflusso delle acque in località Salto di Fondi.
Completano il quadro degli interventi nel comune di Fondi le attività di trinciatura sul torrente Colle Troiano, sul fosso Querce e su altri canali di scolo a servizio del comprensorio agricolo.
Nel comune di Latina sono stati eseguiti lavori di trinciatura e riescavo su importanti infrastrutture idrauliche, tra cui il canale allacciante Astura ed il canale Acque Alte, entrambi classificati come interventi di Preminente Interesse Regionale (P.I.R.).
Interventi analoghi sono stati realizzati anche sul fosso Lanterna in un’area urbana particolarmente sensibile.


TOSCANA

MANUTENZIONI TERRITORIALI

Proseguono gli interventi di manutenzione programmata dal Consorzio di  bonifica 6 Toscana Sud (con sede a Grosseto): in località San Donato Vecchio, nel comune di Orbetello, è stato eseguito un intervento sul fosso Albegnaccia, appartenente all’unità idrografica Albegna; le operazioni hanno riguardato la decespugliazione della vegetazione erbacea in eccesso nella sezione idraulica con particolare attenzione alla sicurezza della strada provinciale di San Donato, sotto la quale scorre il corso d’acqua.
A Casetta, nel comune di Castelnuovo Berardenga, l’ente consortile ha concluso un nuovo intervento di manutenzione ordinaria sul torrente Biena (unità idrografica Destra Ombrone). “Cb6” ha effettuato lavori di decespugliazione della vegetazione erbacea in eccesso nella sezione idraulica nel pieno rispetto delle prescrizioni previste, poiché l’area fa parte di un sito della rete “Natura 2000”.


VENETO

AL VIA LE ASCIUTTE NELLA RETE CONSORTILE AFFERENTE AL PIAVE

Da domenica 8 Febbraio, con la chiusura della storica derivazione sul fiume Piave a Fener, si terrà l’annuale “asciutta”, che permetterà al Consorzio di bonifica Piave (con sede a Montebelluna, in provincia di Treviso) le attività di manutenzione, riparazione, ammodernamento sulla rete idraulica in gestione; sono più di cento gli interventi già previsti.
Tra sabato 7 e domenica 8 Febbraio le associazioni dei piscicoltori si occuperanno del recupero della fauna ittica, che sarà poi reintrodotta con il ritorno dell'acqua a lavori conclusi. Per gli interventi di manutenzione lungo i canali consorziali è previsto un importo di circa centomila euro, mentre 125.000 euro sono destinati ad interventi di manutenzione straordinaria con sistemazione di muri di sponda lungo il canale Fossalunga in comune di Montebelluna, il canale Ovest in comune di Istrana, il canale di Caerano in comune di Montebelluna ed il canale Derivatore in comune di Pederobba.
Oltre a ciò, lavori di manutenzione straordinaria con posa di rocce di difesa di sponde, per un importo di circa duecentocinquantamila euro, saranno effettuati principalmente lungo il canale del Bosco in comune di Volpago del Montello e Giavera del Montello, nonché lungo il torrente Brenton in comune di Riese Pio X.


MARCHE

PRIVATI “IN ACTION”

Il Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) si occupa della manutenzione del reticolo idraulico minore: una fitta rete di fossi lunga oltre diciottomila chilometri e che attraversa l’intero territorio regionale. Insieme al reticolo idraulico minore convivono corsi d’acqua, la cui competenza ricade sul privato cittadino: frontista proprietario od avente titolo.
Si tratta di corsi d’acqua privati, in cui entrambe le sponde sono indicate in una particella catastale, che è di proprietà privata. Nei corsi d’acqua privati, i cittadini possono eseguire autonomamente lavori di manutenzione ordinaria come tagliare canne, arbusti e vegetazione infestante, rimuovere rami, tronchi, detriti e piccoli accumuli di fango, potare alberi o abbattere quelli secchi/pericolanti.
Gli interventi devono avere carattere d’urgenza od essere legati specificatamente all’attività propria del cittadino: il contenimento della vegetazione spontanea spondale per limitare l’infestazione di un’area coltivata o l’abbattimento di una pianta caduta/secca per l’approvvigionamento legna da ardere.
In via del tutto eccezionale e seguendo uno specifico iter autorizzativo, i privati cittadini possono proporsi anche per la realizzazione di piccoli interventi di manutenzione ordinaria in corsi d’acqua demaniali, cioè quelli privi di identificazione sulle planimetrie catastali e di norma affidati all’ente consorziale. In questo caso sono però indispensabili autorizzazioni idrauliche.
Nel sito consortile esistono diversi modelli, che variano a seconda dell’intervento, che è necessario realizzare.


EMILIA ROMAGNA

TRENT’ANNI IN UN LIBRO

E’ stato presentato a Modena, nella prestigiosa sede dell’Accademia di Lettere Scienze ed Arti, il volume “Accudire l’acqua e la terra. Storia recente del Consorzio della bonifica Burana”, edito da FMR – Franco Maria Ricci. Intervenendo il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, al vertice anche dell’ente consortile ospite, ha affermato:
“In questi 15 anni abbiamo rafforzato il ruolo dei Consorzi di bonifica, investendo sulle giovani generazioni, sulla formazione, sul rapporto con le scuole e, grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna, abbiamo dato risposte concrete ai territori, in particolare a quelli della montagna. Oggi è chiaro che non basta intervenire solo in emergenza: di fronte alla crisi climatica serve il coraggio di scelte strutturali ed una quota stabile di risorse pubbliche, dedicate alla sicurezza del territorio. Le infrastrutture idriche, come gli invasi, sono strumenti di sicurezza, sviluppo e anche di valorizzazione turistica, come dimostra la diga di Ridracoli. Serve una programmazione coerente e tempestiva e per questo è fondamentale il lavoro insieme tra Regione, enti di bacino, AIPO, Consorzi di bonifica.”
All’iniziativa era presente anche il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, che ha dichiarato: “E’ fondamentale una visione, che guardi alla cura del territorio in modo integrato, capace di affrontare le emergenze, ma anche di programmare lo sviluppo.
Dobbiamo progettare opere per il Paese e per l’Europa che siano veri investimenti strategici per il sistema imprenditoriale, per l’ambiente e per le comunità. Anche a livello istituzionale è necessaria una visione unitaria: le destinazioni d’uso della risorsa acqua non possono e non devono essere messe in contrapposizione.
Non possiamo permetterci che in Europa il deflusso ecologico venga gestito esclusivamente da un algoritmo, sottraendo risorsa idrica ad un sistema produttivo vitale. Non è accettabile celebrare al mattino la cucina italiana come patrimonio dell’umanità e, nel pomeriggio, lamentare la mancanza d’acqua per l’agricoltura, che quel cibo produce.”


LOMBARDIA

SETTANT’ANNI DI STORIA

I 70 anni di storia del Consorzio di bonifica Media Pianura Bergamasca (con sede nel capoluogo orobico) sono stati celebrati con un convegno dal titolo “La cultura dell’acqua: da Bartolomeo Colleoni alla Generazione Z”. Per festeggiare il compleanno è stato pubblicato anche un volume, che racconta non solo le opere realizzate nel recente decennio, ma anche i volti delle persone, che lavorano all’ente consorziale: dal camparo all’ingegnere. Ad aprire i lavori è stato il Presidente, Franco Gatti, che ha sottolineato lo sforzo quotidiano dell’ente nella gestione delle acque del comprensorio.
Presente anche Francesco Vincenzi, presidente ANBI: “Il Consorzio della Media Pianura Bergamasca, nonostante sia uno dei più giovani, è un grande protagonista nella gestione delle acque, perché ha saputo affrontare sfide importanti, fare scelte e cogliere opportunità anche a livello finanziario, che hanno permesso di realizzare molto in questi anni.”
Il meteorologo Andrea Giuliacci, dati alla mano, ha spiegato che la quantità di pioggia non è variata in modo sensibile, ma ciò che è cambiato è l’intensità delle precipitazioni: cade la stessa quantità annua di pioggia in meno episodi e questo provoca da un lato periodi di siccità, dall’altro le cosiddette “bombe d’acqua”; per questo motivo è necessario prepararci ai prossimi anni, trovando soluzioni diverse per gestire questi cambiamenti, come ad esempio recuperare l’acqua piovana per poterla poi utilizzare nei periodi di siccità.
Infine, Claudio Gandolfi, docente all’Università di Milano, è intervenuto sul ruolo dei Consorzi di bonifica nel prossimo futuro, indicandoli come enti fondamentali nella gestione delle risorse idriche, perchè saranno in grado di dare risposte efficaci e complessive ad un territorio fortemente condizionato dagli effetti dei cambiamenti climatici.


EMILIA ROMAGNA

CONSERVIAMO L’ACQUA PER NUTRIRE IL FUTURO

E’ al via la nuova edizione del concorso annuale, proposto dal Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) ed ANBI Emilia-Romagna, nell'ambito del modulo formativo che l’ente consortile dedica da oltre vent'anni alle scuole primarie e secondarie di primo grado.
La creazione secolare della complessa rete di canali artificiali scolanti, casse di espansione ed impianti idrovori ha reso abitabile gran parte della pianura emiliano-romagnola, consentendo la produzione di cibo, lo sviluppo dell’economia locale, generando habitat ricchi di specie animali e vegetali, che contribuiscono in modo decisivo ad incrementare il valore ambientale del paesaggio, che ci circonda. Obbiettivo del concorso è aumentare la consapevolezza nei ragazzi su questi temi, da cui il titolo “Conserviamo l'acqua per nutrire il futuro”.
La proposta è quindi quella di segnalare luoghi e situazioni di esperienza, che caratterizzano quel particolare ambiente, come “il mio paesaggio d’acqua preferito in montagna” o come “il mio paesaggio d’acqua preferito in pianura”.
La scelta dei luoghi e delle situazioni da segnalare non è vincolata da alcun indirizzo preferenziale: potranno essere segnalati tanto ambienti di interesse naturalistico, spazi pubblici in ambienti rurali, specifiche aree definite dalla presenza dell’acqua nel paesaggio.
Peculiare attenzione nella selezione degli elaborati sarà rivolta ad invasi e casse d’espansione, alle opere idrauliche montane (ponti, briglie, argini), al reticolo dei canali irrigui e di bonifica, distribuiti nel paesaggio regionale.
Gli alunni, con il supporto degli insegnanti, dovranno realizzare un video, una fotografia od un podcast, che rappresentino il paesaggio d’acqua, scelto tra quelli preferiti e funzionali alla gestione umana della risorsa idrica anche per rendere il territorio maggiormente resiliente ai cambiamenti climatici.
La scadenza del concorso è fissata al 26 Febbraio p.v. .


AGENDA

Il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, interverrà nel pomeriggio di lunedì 26 Gennaio p.v. alla firma ed alla successiva conferenza stampa per il Protocollo d’ Intesa finalizzato ad avviare una collaborazione pluriennale fra Autorità bacino distrettuale Appennino Settentrionale, ANBI Toscana, ANBI, Regione Toscana; l’evento è in calendario nella sede della Giunta Regionale, a Firenze.
Il Presidente ANBI interverrà anche all’incontro pubblico “Casa e città: ambiente, economia e democrazia” in calendario nel tardo pomeriggio di mercoledì 28 Gennaio nella sede della Fondazione OIC Civitas Vitae Angelo Ferro a Padova, per iniziativa della Facoltà Teologica del Triveneto.
Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, presenzierà invece venerdì 30 Gennaio alla consegna dei diplomi del master in ingegneria idraulica all’Università Federico II di Napoli. 

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

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