Anno XXVIII, n. 2 venerdì, 16 gennaio 2026

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

SEGNALI DI SPERANZA IDRICA IN BASILICATA MENTRE IN SARDEGNA RESTANO AMPIE SITUAZIONI DI CRISI. PREOCCUPANTI DEFICIT IDRICI AL NORD

VINCENZI: “L’ ALTERNARSI DI FASI IDROLOGICHE ESTREME EVIDENZIA LA NECESSITA’ DI UNA GOVERNANCE FLESSIBILE E REATTIVA ALLE ESIGENZE DEI TERRITORI”

È durato pochi giorni, lo sprazzo d’inverno al termine di un triennio (2023-2025), dove le temperature medie globali hanno superato (+1,5°) i livelli preindustriali (1850–1900), confermando come il “global warming” sia ormai diventato un fenomeno endemico; non solo: l’anno da poco concluso è stato il terzo più caldo della storia, dopo 2024 e 2023, sia a livello globale che europeo (fonte: Copernicus).
Il 2025 si era chiuso con eccezionali anomalie termiche positive ed i cappotti ancora chiusi negli armadi; le acque del mar Mediterraneo “ribollivano” fino a 3 gradi oltre la norma; lo spettro della siccità aveva fatto capolino anche nelle regioni settentrionali da due anni sovrabbondanti d’acqua; la neve sulle montagne scarseggiava come non accadeva da tempo (sulle cime dolomitiche, la coltre bianca è stata, in molte stazioni, la più scarsa da almeno 8 anni a questa parte; sugli Appennini e le isole maggiori, il deficit nivale è stato mediamente del 60%).
La svolta meteorologica di inizio d’anno e l’ingresso delle gelide correnti artiche hanno rovesciato la situazione in Italia ed in Europa, portando nevicate abbondanti anche sulla pianura e sul Meridione con giorni di piogge intense, che hanno ridato vigore ai corpi idrici stressati. Questa settimana, però, la situazione è nuovamente mutata: al Sud e particolarmente in Campania, le temperature torneranno a sfiorare i venti gradi, risultando le più elevate d’Europa, mentre un’ondata di gelo è annunciata nell’ Est Europa. Ad indicarlo è il settimanale report dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche. Comunque, a beneficiare della momentanea abbondanza d’acqua sono state le regioni meridionali, che da tempo si trovano in sofferenza idrica e che sperano di non essere ancora costrette a fare i conti con i divieti di prelievo o la sospensione delle erogazioni idriche.
In Puglia, il mese di dicembre è stato particolarmente “bagnato” sulla Penisola Salentina, così come sulla Murgia, con cumulate pluviometriche quasi ovunque superiori a cento millimetri; decisamente minori sono state invece le piogge sulla provincia di Foggia (ad eccezione del promontorio del Gargano) e sui monti Dauni, superando solo in rari casi i 50 millimetri di pioggia cumulata. Crescono seppur moderatamente i volumi contenuti in alcuni bacini foggiani. Se, infatti, il serbatoio di Occhito, grazie all’incremento di 4.500.000 metri cubi in questa settimana, registra 54 milioni di metri cubi d’acqua (poco più del 20% di quanta ne potrebbe contenere), i laghi di Capaccio e San Pietro risultano sostanzialmente prosciugati (complessivamente potrebbero invasare mln. mc. 33,40, ma attualmente ne contengono solo poco più di due milioni), mentre l’altro grande invaso di Marana Capacciotti (volume autorizzato: mln. mc. 48) è ancora al 18% di riempimento.
Le cose vanno decisamente meglio in Basilicata, dove negli ultimi 2 mesi sono raddoppiati i volumi trattenuti dalle dighe dopo aver toccato i valori minimi storici a metà Novembre, quando contenevano poco più di 80 milioni di metri cubi. In sole due settimane del nuovo anno, grazie ad abbondanti precipitazioni sia pluviali che nivali, i volumi invasati sono cresciuti di ben 45 milioni e mezzo di metri cubi, di cui quasi trentatrè negli scorsi 7 giorni, raggiungendo il valore complessivo di mln. mc. 165,37. Siamo comunque ancora lontani dalla normalità idrica: i 2 principali bacini regionali (monte Cotugno e Pertusillo) registrano tuttora un gap negativo addirittura rispetto al siccitoso 2025, ma per la prima volta dopo due anni si sta intravvedendo un barlume di speranza.
In Sicilia è piovuto bene su diverse zone dell’isola sia a Dicembre (le cumulate vanno da circa cinquanta millimetri ad oltre centocinquanta) che nella prima decade di Gennaio.
In Sardegna, nel mese di dicembre si era registrato un incremento di mln. mc.79, ma complessivamente le dighe della regione trattenevano meno del 40% dell’acqua potenzialmente invasabile, cioè il valore più basso del mese nel più recente quindicennio. Rimangono inalterate le criticità riscontrate nei mesi precedenti in Nurra e nel sistema idrico Tirso-Flumendosa con gli invasi rispettivamente al 21% ed al 30% di riempimento, così come nel Basso Sulcis, ma livelli di pericolo sono registrati da tutti gli indicatori delle dighe isolane, ad eccezione dei bacini di Gallura, Cedrino ed Ogliastra (fonte: Autorità di Bacino Regione Autonoma della Sardegna).
In Abruzzo, dopo un Dicembre molto secco con deficit pluviometrici medi di oltre il 60% e caldo inusuale (a Teramo, le temperature medie sono state di 3,3° superiori alla media), neve e pioggia hanno fatto la loro comparsa a Gennaio, riequilibrando almeno temporaneamente il bilancio idroclimatico. L’invaso di Penne ha registrato un incremento dei volumi invasati pari a 1.160.000 metri cubi.
In Campania, dopo i fenomeni di piena registrati la settimana scorsa, tornano a decrescere i livelli idrometrici dei fiumi; il Garigliano mantiene tuttavia un importante flusso idrico, superiore alla media.
Nel Lazio registrano incoraggianti incrementi nelle altezze idrometriche dei laghi vulcanici sia romani che viterbesi; da inizio d’anno si registrano: Albano, +cm. 13; Nemi, +cm, 21 (!!); Bracciano, +cm.9; Vico, +cm. 5; Bolsena, +cm. 10. Le portate del fiume Tevere ridiscendono sotto i valori medi del periodo (ora mc/s 169,03 contro una media mensile dello scorso quinquennio di mc/s 182,91) dopo aver superato la settimana scorsa mc/s 600; restano abbondanti le portate dell’Aniene, che era esondato anche nei pressi di Roma e che ora si mantiene poco al di sopra delle medie in anni recenti (fonte: AUBAC).
Anche in Umbria, il clima è stato caratterizzato da un Dicembre più secco del normale con cumulate pluviometriche medie di soli mm. 36,4. Le piogge dell’Epifania non hanno garantito gli auspicati afflussi al lago Trasimeno, il cui livello, nonostante i generosi apporti degli immissari (Tresa, Moiano, ecc.), è cresciuto di appena 3 centimetri ad Isola Polvese. Nel 2025 il livello medio del lago (m.1,50), è stato inferiore alla media annuale dello scorso decennio di ben 80 centimetri! Sono decrescenti i flussi in alveo dei fiumi nella regione (fonte: Servizio Idrografico Regionale).
Sono in calo, anche nelle Marche, le portate dei fiumi (Potenza, Esino, Sentino, Tronto); i flussi sovrabbondanti della settimana scorsa hanno però rimpinguato i volumi idrici trattenuti negli invasi (circa due milioni di metri cubi in più).
In Toscana, a crescere è la portata del fiume Serchio, mentre si riduce notevolmente quella dell’Ombrone, protagonista di una significativa  performance negativa; in calo è anche il livello dell’Arno.
In Liguria decrescono i livelli dei fiumi Vara, Magra ed Argentina, mentre cresce l’Entella.
A Nord, il flusso del fiume Po resta inferiore alla media su gran parte dell’asta: a Cremona il deficit di portata si attesta al 32%, mentre nell’Alessandrino è al 36%.
Per quanto riguarda i grandi laghi, sono da segnalare i livelli scarsi del Sebino (oltre sessanta centimetri sotto la media e riempimento al 16,4%); in crescita è l’altezza del Benaco (77,9 % di riempimento), mentre decrescente è quella di Lario e Verbano.
In Valle d’Aosta, buona la prestazione settimanale della Dora Baltea, che in una settimana guadagna +180% di portata; in crescita anche il torrente Lys.
In Piemonte, con un’anomalia media di +2,5°, il mese di dicembre è stato il più caldo dei recenti 70 anni ma, allo stesso tempo, è stato anche molto umido (+81% di pioggia) con alcuni bacini, che hanno registrato incrementi pluviometrici superiori al 200% (Varaita +303%, Residuo Po confluenza Dora Riparia +280%, Alto Po +286%, Residuo Tanaro +249%, Tanaro +243%, Maira +242%). In compenso l’indice SWE (Snow Water Equivalent) era negativo su gran parte della regione con la sola eccezione del Piemonte Sud Ovest (deficit regionale -24%, ma -66% su Piemonte settentrionale). Sotto media sono le portate dei fiumi Tanaro, Stura di Demonte e Toce; in crescita, la Stura di Lanzo (fonte: ARPA Piemonte).
In Lombardia, ad inizio mese, si evidenziava un deficit idrico del 32,3%, dovuto principalmente al deficit SWE pari a ben 858 milioni di metri cubi (-60% circa sulla media).
In Veneto, Dicembre 2025 con un deficit di piogge del 57% è stato il terzo mese siccitoso consecutivo. Le alte temperature della stagione autunno-vernina (fino a fine Dicembre) hanno avuto come conseguenza un deficit nivale di oltre il 50%; fino al giorno 30, quando si è registrato un crollo delle temperature, il mese di dicembre era stato il più caldo degli ultimi 37 anni (fonte: ARPAV).
In Emilia-Romagna solamente i flussi del fiume Reno hanno registrato un incremento, mentre sono in calo i livelli negli altri alvei appenninici, principalmente dell’Enza, la cui portata, già ben al di sotto dei valori minimi storici, continua a ridursi ed attualmente è inferiore alla media di oltre il 90%.
“L'alternanza di piene e magre, spesso spinte oltre i loro precedenti limiti statistici, è la conferma che il regime fluviale intermittente si è ovunque molto accentuato lungo la Penisola. L'attuale governance delle acque e le norme in essere devono adeguarsi alla necessità di grande flessibilità e veloce reattività, che la nuova condizione idrologica richiede da Nord a Sud senza distinzione” ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“Serve un riesame dei processi di governance e degli adempimenti burocratici legati alla Direttiva Quadro Acque, pensata 26 anni fa per gestire una realtà, che offriva margini di manovra oggi inattuabili. E’ questo un tema centrale del nostro impegno attraverso Irrigants d’Europe e sarà oggetto di una nostra, prossima iniziativa” ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.

                                                                                                 

VENETO

POCHE PIOGGE E POCHE NEVI, CALANO LE RISERVE IDRICHE E SI CHIUDONO DERIVAZIONI

Si aggrava in Veneto il deficit pluviometrico, iniziato ad Ottobre 2025. Secondo i dati ARPAV (Agenzia Regionale Prevenzione Protezione Ambientale Veneto), riportati nel Bollettino ANBI Veneto sulla disponibilità di risorsa per il mese di dicembre, si è registrato -57% di precipitazioni rispetto alla media dei 30 anni: un risultato, che peggiora il -37% registrato nei 2 mesi precedenti.
La situazione persiste in questo inizio d’anno con l’attenzione puntata soprattutto alle montagne, dove le scarse nevicate hanno impedito un significativo consolidamento dei depositi nivali. Tra Ottobre e Dicembre, il deficit di neve si attesta su valori compresi tra -50% e -55%; difficilmente, eventuali prossime nevicate riusciranno a costituire una riserva di risorsa utile all’inizio della stagione irrigua.§
Scendono i livelli dei fiumi: da -15% per il Gorzone ad addirittura -48% per il Brenta con l’omonimo Consorzio di bonifica Brenta (con sede a Cittadella, nel Padovano), che si è trovato, tra la fine di Dicembre e metà Gennaio, nella necessità di chiudere 4 rogge per mantenere portate sufficienti in altri canali. In sofferenza sono anche i bacini montani e le falde che, dopo mesi di abbondanza, registrano ovunque livelli in calo.
Male anche le temperature: Dicembre 2025 è il terzo più caldo dei recenti 30 anni e le temperature montane hanno registrato fino a quattro gradi in più rispetto alla media. Le proiezioni relative a Gennaio 2026, effettuate dal Centro Sperimentazione Innovazione Irrigua Ce.S.P.I.I. – Consorzio Lessinio Euganeo Berico (sede a Cologna Veneta, nel Veronese) evidenziano temperature più basse rispetto alla media del periodo e precipitazioni ancora scarse, non contribuendo a rimpinguare le riserve idriche.
“Non è più tempo di rincorrere emergenze: servono subito investimenti per l’accumulo e la distribuzione dell’acqua” ha affermato ANBI Veneto.
Il Bollettino ANBI Veneto è disponibile dalla home page del sito Internet dell’ente.


PUGLIA

SECONDO ATTO PER L’INTERCONNESSIONE IDRICA COL MOLISE

Si è tenuta la seconda riunione tecnica per il progetto di interconnessione idrica Molise – Puglia, tenutasi nella sede della Regione Molise a Campobasso.
All’incontro erano presenti il Presidente Regione Molise (Francesco Roberti), gli Assessori Regionali competenti, la Struttura Commissariale per l’Emergenza Idrica, i Consorzi di bonifica Capitanata (con sede a Foggia) e Basso Molise (con sede a Larino, in provincia di Campobasso) “Molise Acque”, l’Autorità di Distretto Idrografico Meridionale; collegato da remoto anche il Presidente Regione Puglia (Antonio De Caro).
Si è stabilito di accertare la quantità di risorsa idrica in surplus da poter destinare dal Molise alla Puglia; dopo che il Distretto Idrografico Meridionale avrà accertato questo dato, si potrà procedere alla fase relativa alla progettazione, nonché all’Accordo di Programma tra le due Regioni.


VENETO

IL DEFICIT DI NEVE IN MONTAGNA È ACQUA CHE MANCHERÀ IN PRIMAVERA

Pur lontani dall’emergenza, i dati cominciano a presentare, anche nel Delta del fiume Po, elementi di attenzione per la stagione irrigua, che si aprirà ad Aprile; in un quadro veneto di valori negativi dal punto di vista delle precipitazioni, la situazione deltizia è leggermente migliore con valori, che a Dicembre non si sono discostati molto dalla media del periodo pur con situazioni (Isola di Ariano), dove il deficit ha superato il 20%.
Le scarse piogge a monte e le nevicate minime in quota si sono tradotte in portate sensibilmente più basse nei grandi fiumi: il livello medio del Po a Pontelagoscuro registrava a Dicembre -23% ed andava peggio per l’Adige, che a Boara Pisani segnava -26%.
L’attenzione va all’ingressione del cuneo salino, anche se le portate pur basse sono attualmente sufficienti a contenerla: oggi il Po registra 850 metri cubi al secondo, l’Adige mc/s130. A preoccupare il Consorzio di bonifica Delta Po (con sede a Taglio di Po, in provincia di Rovigo) è soprattutto il quadro generale, perchè la scarsità delle nevicate dicembrine in montagna ha penalizzato la costituzione della riserva d’acqua, che in primavera contribuisce ad alimentare sensibilmente le portate negli alvei, che attraversano il territorio.


TOSCANA

INTERVENTO POST ALLUVIONALE

A Quarrata, l’intervento realizzato dal Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze) si è reso necessario a seguito dei devastanti eventi meteorologici del 2 Novembre 2023 e mira a risolvere le criticità strutturali, emerse dove un’onda di piena con un eccezionale trasporto solido ha compromesso la sicurezza idraulica del versante e dell’area.
Per fronteggiare tale situazione, il progetto ha previsto la ricalibratura dell’alveo, un nuovo sottoattraversamento stradale ed il consolidamento strutturale a protezione delle sponde per un totale di 165.000 euro di investimento. Questo intervento rappresenta un’altra risposta concreta ad una criticità, che ha colpito duramente la comunità di Quarrata sul versante collinare di Montemagno.
L’Amministrazione Comunale sta continuando a lavorare per completare anche gli interventi a seguito degli eventi franosi, che a Marzo 2025 hanno causato 7 frane e più di due milioni e mezzo di danni.


EMILIA ROMAGNA

RIPRISTINATA OPERA REGOLAZIONE IDRAULICA

Sono quasi mille gli ettari di territorio in  comune di Medicina, compresi tra i torrenti Gaiana e Quaderna, ma che non scolano autonomamente in questi corsi d'acqua e che, lasciati a se stessi, tornerebbero palude in un solo inverno piovoso: una vasta area di pianura, il cui scolo si basa sulle strutture artificiali consortili e precisamente sui canali Acquarolo Alto, Acquaroli Bassi (di sinistra e di destra), sulla chiavica di regolazione del canale Alto e sull'impianto di sollevamento idraulico degli Acquaroli Bassi.
Si tratta di un sistema complesso ed artificiale, attraverso cui il Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) riesce a far confluire le piogge di questa area di pianura nei torrenti riceventi, perché tali acque possano giungere al mare.
Si tratta di un intervento propedeutico al pieno ripristino della funzionalità scolante ed irrigua delle strutture di bonifica, danneggiate dagli allagamenti conseguenti alla rottura dell'argine del torrente Gaiana nel Maggio 2023.
Con un investimento di 500.000 euro, resi disponibili dalla Struttura Commissariale di Missione per la Ricostruzione post Alluvione e 90 giornate lavorative è stata ripristinata la funzionalità della chiavica, che regola l'immissione delle acque raccolte a Sud dal canale Acquarolo Alto.
Ciò consente anche di chiudere gli altri interventi connessi alla completa funzionalità di questo nodo idraulico strategico e cioè il risezionamento di questi canali a monte, il ripristino delle loro difese spondali e la rigenerazione elettromeccanica dell'impianto di sollevamento Massarolo.


TOSCANA

RIMOSSI ALBERI CADUTI IN ALVEO

Il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) ha concluso un importante intervento di messa in sicurezza idraulica nella località Strettoia, in comune di Pietrasanta, operando su 3 alvei strategici per il deflusso delle acque: il fosso dei Murli, il rio Botrello ed il rio del Borgo.
L’azione si è resa necessaria a seguito di un’intensa perturbazione con piogge a carattere eccezionale e che ha provocato la caduta in alveo od il parziale cedimento di numerose alberature anche di grandi dimensioni, andando a causare o minacciando la riduzione della capacità di deflusso; in totale sono state rimosse circa quindici piante, liberando i tratti ostruiti e riportando i corsi d’acqua alle condizioni di piena funzionalità.
L’intervento è stato realizzato in accordo e coordinamento con il Genio Civile nell’ambito delle attività programmate per l’inizio dell’anno, finalizzate al ripristino dell’officiosità idraulica ed alla prevenzione del rischio idraulico sul territorio.


MARCHE

AVVIATA RIFLESSIONE SU CONTRIBUTO DI BONIFICA

Il Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) ha avviato una riflessione sulla necessità di revisione del proprio Piano di Classifica.
Ogni anno l’ente consortile si impegna nella manutenzione ordinaria degli oltre diciottomila chilometri del reticolo idrografico minore. Vecchio di 10 anni, l’attuale Piano non riesce più a rispondere alle esigenze di un territorio, che deve fare fronte al cambiamento climatico, ad una fragilità territoriale intrinseca e ad un dissesto idrogeologico, che richiederebbe significativi interventi.
L’intera funzione dell’ente consorziale deve essere rivista, passando da un sistema puntuale a una programmazione preventiva.
Questo richiede che il peso economico che ne deriva, non gravi più unicamente sul settore agricolo, ma venga ridistribuito tenendo conto delle diverse peculiarità del territorio. Il lavoro da fare è sicuramente complesso, ma solo attraverso la rimodulazione delle aree soggette al contributo di bonifica si potrà rispondere in maniera esaustiva alle nuove richieste, che il cambiamento climatico impone.


LAZIO

ALLA RICERCA DI FUTURI INGEGNERI

Il Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma) ha preso parte all’evento “CV at Lunch”, organizzato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre presso lo Spazio Rossellini – Istituto Superiore Statale “Cine TV R. Rossellini” nella Capitale.
Obiettivo dell'iniziativa è stato l’incontro con gli studenti laureandi e neolaureati in ingegneria per catalizzare un eventuale interesse a pianificare stages per presentare le attività dell’ente consortile e valutare potenziali profili professionali per future collaborazioni.


LOMBARDIA

IN COMPAGNIA DEGLI UOMINI PESCE

Il terzo appuntamento lombardo del River Café, il ciclo di incontri promosso dal progetto europeo LIFE Climax Po, si è svolto al Museo Paleontologico di San Daniele Po, riportando il Grande Fiume al centro della conversazione pubblica non solo come luogo fisico, ma come memoria condivisa e nodo critico della crisi climatica.
L’evento, organizzato da Legambiente Lombardia e dal Circolo Vedo Verde di Cremona, ha visto la partecipazione di cittadini, studiosi, rappresentanti istituzionali ed i partner del progetto Climax Po, tra cui ANBI Lombardia, accanto a Wu Ming 1, autore del libro “Gli Uomini Pesce”.
La conversazione ha ruotato attorno al rapporto tra letteratura, comunità ed emergenza climatica, interrogandosi su come la narrazione possa stimolare consapevolezza sulle trasformazioni ambientali e sociali in atto. “Gli Uomini Pesce”, omaggio al fiume Po ed alle sue terre, ha fatto da filo conduttore, attraversando un secolo di storia locale: dalla cementificazione dei lidi romagnoli fino alla siccità estrema del 2022 ed alle crescenti pressioni sugli ecosistemi fluviali.
La serata ha messo in luce come raccontare il Po oggi significhi intrecciare memoria, dati scientifici, partecipazione collettiva, mostrando quanto le scelte delle comunità e delle Istituzioni locali possano influire sulla resilienza del territorio.
Attraverso esempi concreti e discussioni sul progetto LIFE Climax Po sono emersi spunti su come strategie di adattamento, climaticamente intelligenti, possano essere integrate nella gestione quotidiana delle risorse idriche, promuovendo un equilibrio tra sviluppo umano, tutela ambientale e sostenibilità a lungo termine.


AGENDA

Il Presidente, Francesco Vincenzi ed il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, parteciperanno nella mattinata di martedì 20 Gennaio p.v. alla presentazione dell’iniziativa di progetto “Integrazione strategica di sistemi idrici multifunzionali per la salvaguardia e l’incremento della resilienza dell’agroecosistema e per l’uso sostenibile delle risorse e la protezione attiva di colture di pregio“, organizzata dal Consorzio di bonifica Val Venosta (con sede a Silandro, in provincia di Bolzano) nella sede Vi.P, a Laces. Giovedì 22 mattina, il DG ANBI interverrà invece al convegno “Il futuro dell’acqua”, promosso dalla Fondazione Astrid nella Biblioteca dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, a Roma.


SAVE THE DATE

Lunedì 2 Febbraio p.v., in concomitanza con la Giornata Mondiale delle Zone Umide, ANBI organizzerà l’evento “Terre e acque di confine: la sfida delle zone umide” nel Parco Naturale della Diaccia Botrona a Castiglione della Pescaia, dove il Consorzio di bonifica Toscana Sud (con sede a Grosseto) darà avvio al cantiere per la salvaguardia dell’importante area naturalistica, oggi minacciata dalla risalita del cuneo salino, il cui contrasto prevede anche l’innovativo utilizzo di acque reflue.
L’iniziativa alla Diaccia Botrona rappresenta il secondo tassello della campagna di attenzione, promossa da ANBI, sulle tematiche dei territori marginali; sarà presentato un “position paper” dell’Associazione sullo stato di zone fortemente minacciate dalla crisi climatica, nonché alcune “case history”, che vedono protagonisti Consorzi di bonifica ed irrigazione. Considerata l’eco internazionale della Giornata saranno presenti esponenti di Governo e Parlamento, società civile, Università.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
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